Facciamo il punto.

Sicuramente non vi svelo nulla di nuovo dicendo che, per ognuno di noi, esistono attività per le quali siamo e saremo sempre completamente e senza alcuna speranza, negati.

Per quanto mi riguarda me la cavo discretamente in cucina, anche se non amo particolarmente i fornelli e non assillo i miei amici di Facebook con foto delle mie leccornie, inoltre mi ritengo anche piuttosto brava nella pulizia della casa. Mettetemi però in mano ago e filo e solo allora capirete il significato della parola Destrutturalismo, ovvero la concezione della cucitura come scomposizione fattoriale i cui minimi termini sono punti che non seguono un tracciato logico, ma vanno ognuno un pò come gli pare.

Già a 8 anni mi fu chiaro che il ricamo e il cucito non sarebbero stati parte di una mia futura professione.

Quando, infatti, la maestra Paola decise che per la festa della mamma avremmo creato due presine da cucina all’uncinetto, attraversai per la prima volta il guado nel fiume incommensurabile dell’incapacità cronica a maneggiare quell’arnese munito di una punta ricurva all’estremità.

Mentre tutte le mie compagnette procedevano spedite nella creazione di un primo pezzettino di tessuto di forma quadrata, non si sa perché il mio stupido uncinetto si ostinava a procedere originando una presina dalla forma trapezioidale.

Così, ogni giorno la maestra mi disfaceva quanto fatto il giorno prima e io, come una novella Penelope, ricominciavo daccapo. Il vero trauma della mia infanzia fu presentarmi da mia madre con una sola presina, mentre tutte le mie amichette riuscirono a ricamarne due. Dato lo sforzo sovraumano quella presina restò appesa nella nostra cucina fino al superamento della maturità classica, come un trofeo di guerra.

Da quel giorno non ho toccato più un uncinetto in vita mia.

Però mentre di ricamare si può fare a meno, capita che la vita ti ponga davanti la possibilità di dover usare un ago per rattoppi veloci o per attaccare un bottone. Affrontare il bottone è l’unico traguardo che riesco a superare con un certo successo, se invece devo rattoppare, l’impresa si fa complessa. Ho visto donne che riescono a ricreare il tessuto di un calzino col buco e io ci ho provato. Giuro.

Non so perché a me si forma un grumo di fili tra un lembo e l’altro del foro.

Devo anche ammettere che per cucire ci vuole anche una dote che a me manca fin dalla nascita: la pazienza.

Trascorrere anche solo 15 minuti china a districarmi tra l’ago che non va mai dritto, il ditale che mi scivola di continuo e il filo che esce sempre dalla cruna, non mi rilassa di certo i nervi.

Nel cucito esistono vari punti: il punto croce, il punto gobelin detto anche piccolo punto, il punto a intaglio, il punto festone, il punto filza e molti altri.

Ognuno di questi serve per creare ricami su cuscini, tovaglie o realizzare quadretti da incorniciare.

Nel mio piccolo, credo anche io di aver dato vita a uno stile di cucito che definirei Punto Ndo Cojo Cojo, che si presenta come un insieme post futuristico di staghettine di tessuto buttate a caso e di lunghezza variabile, separate o incrociate tra loro. Diciamo che l’aspetto estetico è quantomeno sconcertante, quasi sempre origina commenti come: “Che roba è?” alla plebe incolta, ma a un secondo sguardo le menti più illuminate ne colgono il senso più profondo ovvero: abbandoniamo la continua ricerca di un’estetica banale del punto classico e concentriamoci sull’aspetto pratico.

Il calzino è stato rattoppato? sì

La fibbia è stata riattaccata e la borsa ora è riutilizzabile? sì

Il bottone è in grado di riprendere fruttuosamente la sua funzione? sì

E allora se ne deduce che il Punto Ndo Cojo Cojo ha pure lui la sua ragione di esistere e la sua pratica deve essere portata avanti con fierezza e pervicacia. Alla faccia delle presine della maestra Paola.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...