Il giorno dell’odio (regia: Daniele Misischia_2011)

Da sempre nutro una profonda stima e simpatia per tutto ciò che è indipendente, coraggioso e libero, per questo oggi vi parlo di questo film realizzato con appena 2.000 euro.

La storia si snoda lungo tutta una giornata e racconta l’affannata corsa del protagonista per raggranellare i soldi necessari a salvarsi la vita. Il ritmo è serrato, le sparatorie si inanellano una dopo l’altra e i cadaveri non si contano. Ora dopo ora si affacciano sulla scena tutti i personaggi di una Roma disperata, fatta di pezzi grossi della criminalità e poveri disperati che tentano di non soccombere tra una sniffata di coca e una scopata.

Nelle riprese M. usa la cinepresa come un’arma da guerra, se la carica in spalla e non ha paura di sporcarla di schizzi di sangue per trascinarvi nel vivo dell’azione. Se lo potesse conoscere credo che dopo aver visto il film, Tarantino gli batterebbe una pacca sulla spalla e lo inviterebbe a bere una birra con lui.

Sia nel titolo che nella storia ritroverete molto l’atmosfera de L’Odio di Mathieu Kassovitz, ma mentre il capolavoro francese – seppur violentissimo – era girato in un bianco e nero che gli conferiva una certa eleganza, qui abbiamo il colore e riprese documentaristiche (a volte un pò troppo mosse; questo in effetti – va detto – è l’unico difetto del film).

Il carattere del personaggio si rivela lentamente; nella prima scena sembra un comune delinquentello di quartiere, interessato solo a fare soldi facili e a portare a casa qualche donna di strada disillusa quanto lui. Solo verso la fine, tra un omicidio e l’altro, lascia trasparire la sua umanità, forse anche perché si rende conto che la sua corsa sta per finire e che occasioni per gridare il suo amore alla famiglia non ne avrà più.

Gli omicidi accadono quasi per caso, non esistono codici d’onore, senso del rispetto e ruoli ben definiti come nella storia del Freddo e del Libanese. Qui tutti e nessuno possono decidere di non rispettare le regole e abbattere il nemico anche se è quello con cui è stato organizzato uno scambio di soldi e armi. La sensazione è che dai guai non se ne esce, perché appena si riesce a risolvere un conflitto, se ne crea subito un altro.

E così l’eroe della storia si ritrova punto e a capo, in un immutato cerchio di violenza e sangue che come è iniziato, così finisce.

(ndr: il film lo trovate su Youtube, caricato dallo stesso regista).

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