INFORMARE PER RESISTERE. LA DITTATURA DEL FINTO GIORNALISMO DI “SINISTRA”.

Quello che ho fatto ieri sera è una cosa molto semplice, potete farla tutti voi, se avete un’oretta libera di tempo.

Quello che ho fatto ieri sera, infatti, è stato andare a verificare una delle tante notizie che mi spuntano su Facebook in cui si sostengono le più svariate teorie: dall’esistenza delle scie chimiche, all’accusa di certe aziende di finanziare guerre, all’esistenza di gruppi massonici che spiano ogni nostra mossa e via delirando.

Uno dei siti più famosi da cui queste notizie sgorgano copiose è Informare per Resistere.

Il motto della loro pagina FB è il seguente:

“La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire (George Orwell)”

Dato che la libertà di opinione rappresenta il fulcro della loro azione di controinformazione voi potete immaginare il mio stupore quando ieri verso le 18.00 mi sono vista sbattere fuori dalla loro bacheca, dopo aver inserito due commenti. In breve sono stata censurata perché ho scritto ciò che questa gente non vorrebbe sentirsi dire (vi pare di aver già sentito questa espressione?).

Sono sincera, se non mi avessero censurato, non mi sarei incattivita e forse non avrei scritto questo post.

Ma le cose sono andate diversamente.

La notizia sui cui ho fatto delle ricerche e che sta circolando per il web è la seguente (copioincollo):

Dopo le penose dichiarazioni del presidente della Camera Boldrini e la successiva risposta di Guido Barilla, è scoppiato l’ennesimo “allarme omofobia” verso la multinazionale alimentare.

 Ora io credo che esistano molti motivi per boicottare il marchio Barilla, certamente più validi e seri che l’OPINIONE riguardo la famiglia del sig. Barilla. 

 Dunque per chi cercasse motivi più seri per boicottare il noto marchio Italiano, può essere interessato a sapere che l’azienda italiana intrattiene stretti rapporti commerciali con Israele, lo Stato più razzista e genocida del Medio Oriente. Ricordiamo anche che la Barilla è una delle undici aziende che hanno avanzato proposte shock al governo greco: 

 – Stipendi mensili di 250-300 euro, solo per il lavoro part-time e modifiche nel diritto del lavoro per evitare di incorrere al pagamento degli indennizzi. 

 – Chiesta anche abolizione della liquidazione

 Infine ricordiamo le inchieste del giornalista Gianni Lannes: 

 E’ più facile e veloce bonificare uno stabilimento di 9,58 ettari pieno di amianto o tappare la bocca ad un giornalista scomodo corrompendo Aruba per fargli chiudere il sito?

 Per la Barilla evidentemente la seconda ipotesi è stata più conveniente. Forse pensavano che tappando la bocca ad un giornalista non ci sarebbe mai stata una cassa di risonanza… e qui si sbagliavano di grosso perché adesso metteremo in moto la macchina del fango. La nota holding Barilla, produttrice di deliziose merendine, pasta, fette biscottate, snack, pani morbidi, sfoglie e merende varie, ha uno stabilimento a San Nicola di Melfi, in Basilicata. Lo stabilimento è pieno di amianto, ha il tetto fatto di eternit nonostante la legge 257 del 27 marzo 1992 che obbliga alla bonifica.”

Se permettete vorrei analizzare questo testo passo dopo passo, così che possiate decidere liberamente se continuare a credere in questa gente o no.

1- frase

“Dopo le penose dichiarazioni del presidente della Camera Boldrini e la successiva risposta di Guido Barilla, è scoppiato l’ennesimo “allarme omofobia” verso la multinazionale alimentare.

PRIMA IMPRECISIONE: l’esternazione della Boldrini non riguardava gli omosessuali, ma la figura stereotipata della donna in pubblicità. Guido Barilla durante l’intervista ha sostenuto che non fosse il lavoro della signora Boldrini quello di interessarsi di comunicazione aziendale. Nella prima parte dell’intervista NON si è mai parlato di omosessuali. (video dell’intervista integrale: https://www.youtube.com/watch?v=lshUnKkNH5A).

2- frase

l’azienda italiana intrattiene stretti rapporti commerciali con Israele, lo Stato più razzista e genocida del Medio Oriente.” 

SECONDA IMPRECISIONE: Prima di tutto che Israele sia lo stato più razzista e genocida del Medio Oriente è un’opinione personale dell’autore e NON una notizia. La Barilla intrattiene rapporti con Israele senza dubbio, ma le motivazioni sono altre. Da un articolo di Repubblica del 1998 (!) risulta ciò:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/01/27/accordo-peres-barilla-nasce-la-pasta-della-pace.html

(Per inciso, questa è la notizia che “Informare per esistere” mi ha cancellato dopo 2 secondi che l’avevo postata).

3- Ora andrei ad analizzare la figura di questo Gianni Lannes.

Lannes è un giornalista che un tempo lavorava per la Stampa, da cui è stato sbattuto fuori per essersi occupato di un’inchiesta su Renato Schifani (fonte Wikipedia). Lannes è non solo sostenitore delle teorie sulle scie chimiche, ma è pure convinto che ci siano dei misteriosi omini che spruzzano sostanze velenose per appropriarsi delle nostre menti. Se ve la sentite di fidarvi di un tipo simile…

4- frase

“La nota holding Barilla, produttrice di deliziose merendine, pasta, fette biscottate, snack, pani morbidi, sfoglie e merende varie, ha uno stabilimento a San Nicola di Melfi, in Basilicata. Lo stabilimento è pieno di amianto, ha il tetto fatto di eternit nonostante la legge 257 del 27 marzo 1992 che obbliga alla bonifica.”

TERZA IMPRECISIONE: La bonifica è già stata fatta, l’azienda ha già dimostrato che la zona è completamente bonificata. Copioincollo il testo dell’azienda Barilla pubblicato sul suo sito: ““In data 21 gennaio 2011 i lavori sono stati completati, rispettando tutte le norme di sicurezza previste a opera di un’azienda specializzata, e i materiali rimossi sono stati correttamente avviati allo smaltimento. Lo certifica l’Azienda Sanitaria Locale di Potenza (Prot. N° 20110016321) in data 3 febbraio 2011. A maggiore tutela delle persone, l’A.R.P.A.B. (Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata) ha effettuato ulteriori analisi nell’area dello stabilimento certificando, in data 31 gennaio 2011, l’assenza di fibre di amianto aero-disperse.Inoltre, in data 20 settembre 2010 Barilla ha chiesto al Tribunale di Parma, in via cautelare d’urgenza ai sensi dell’art. 700 c.p.c., la rimozione di specifici articoli riguardanti l’azienda dalla testata on linewww.italiaterranostra.it e l’inibizione dall’ulteriore diffusione, motivando la richiesta con una serie di documenti che attestano il grave tenore diffamatorio dei contenuti riportati. Con un’ordinanza depositata in data 20 gennaio 2011, il giudice del Tribunale di Parma, sulla base della documentazione esibita da Barilla che attesta “l’assenza di rischi per la salute connessi alla presenza di amianto nel tetto dello stabilimento di Melfi e le buone condizioni materiali del medesimo” ha ritenuto diffamanti alcune espressioni contenute negli articoli in oggetto riguardanti la condizione della copertura del tetto, ordinando all’autore dell’articolo la relativa eliminazione di tali espressioni”.

Quindi riassumiamo:

il signor Lannes non è stato censurato, è stato semplicemente obbligato ad eliminare articoli diffamatori dal suo sito. L’azienda Barilla in Basilicata è risultata assolutamente regolare già nel 2011, ma Informare per Resistere ancora oggi nel 2013 diffonde notizie allarmanti su un fatto INESISTENTE.

Se volete saperne di più sull’argomento vi invito a leggere un sito davvero affidabile e gestito da un gioranlista e divulgatore informatico serio e preparato; il sito si chiamaDISINFORMATICO ed è gestito da Paolo Attivissimo:

http://attivissimo.blogspot.it/2012/06/antibufala-barilla-diventa-americana.html

Qui il link che affronta la BUFALA DEL TONNO RADIOATTIVO:

http://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-allarme-per-tonno.html

Ora sta a voi decidere se continuare a fidarvi delle notizie date da Informare per Resistere e siti gestiti da gente sconosciuta, che non sa nemmeno cosa sia il vero giornalismo d’inchiesta.

Gli stessi autori di Informare per resistere si dichiarano “…un gruppetto di cittadini comuni che si sono posti come obiettivo quello di riunire giornalmente, in un’unica pagina, tutta una serie di articoli (rigorosamente reperiti in Rete) che possano essere utili per aiutarci a riflettere sui fatti del giorno.”

Questa è la professionalità con cui questa gente si permette di infamare aziende italiane che mai come adesso avrebbero bisogno di essere sostenute. Un manipolo di sconosciuti senza nome che nelle loro camerette creano accrocchi di notizie prese qui e là in rete, senza nemmeno scendere in strada, fare una telefonata o un’intervista del diretto interessato per verificane l’affidabilità.

Questi individui poi, sono le stesse persone che piangono e scrivono articoletti furbondi in difesa di chi non trova lavoro, dandosi arie da rivoluzionario di sinistra.

Ma se qualcuno di voi osa scrivere un’opinione contrastante, essi non sono in grado di controbattere e vi censurano come nel regime di Assad.

Penso che il povero Orwell si starà rivoltando nella tomba.

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