Out of the Furnace (regia: Scott Cooper_2013)

In questa storia i fratelli Baze, interpretati da un ottimo Christian Bale e da un giovane e convincente Casey Afflek, rappresentano due facce di un’America che ha ormai perso la patina della terra dove tutti i sogni possono diventare realtà, per diventare l’immagine opaca di un paese sconfitto. Da un lato c’è la realtà lavorativa di Russel (Bale) messa in ginocchio davanti all’avanzare della potenza economica cinese, dall’altro il mondo del reduce Rodney (Affleck) sopravvissuto a una guerra in Iraq di cui fatica a capire il senso.

Russel è fondamentalmente un personaggio positivo, molto legato al padre malato, alla sua donna e al fratello, e quotidianamente impegnato in doppi turni massacranti in una fabbrica di acciaio a un passo dalla chiusura. Il fratello minore Rodney (Afflek), invece, dopo il ritorno dalla guerra in Iraq, fatica a reintegrarsi in un paese che prima lo ha costretto a combattere per degli ideali fittizi e poi lo abbandona rabbioso al suo destino.

Rodney è tanto inquieto e insoddisfatto quanto Russel risulta riflessivo e misurato. Entrambi sono immersi in una cittadina industriale desolata e povera, ma a suo modo ricca di una sua peculiare struggente poesia.

L’unico desiderio di Russel è quello di costruire una famiglia con la donna che ama ma, proprio come spesso accade nella vita vera, il destino scorretto si abbatte su di lui, facendogli perdere il controllo della macchina ad un incrocio stradale.

Dalla condanna al carcere per omicidio colposo, ha inizio il percorso di sofferenza di Russel in un mondo molto maschile e ruvido, che però non sembra intaccare nemmeno per un secondo la sua rettitudine morale. Nonostante la vita sua e di suo fratello sia circondata di violenza, Russel non riesce a perdere la sua purezza di fondo, quella capacità di rimanere incantato davanti ad un cervo che – sorpreso durante una battuta di caccia – con la sua bellezza maestosa gli fa abbassare il fucile.

A differenza dei classici film che trattano il tema della vendetta, il processo che porta all’ultimo atto Russel non esplode deflagrante, ma matura gradualmente durante il film. Bale porta in scena, in modo sempre molto misurato e razionale, la sorda consapevolezza di un uomo che ha deciso lucidamente come iniziare a farsi giustizia da solo, in un paese senza più regole e ridiventato quasi un Far West contemporaneo.

Struggente e disperata la voce di Eddie Vedder che ha curato la colonna sonora e assolutamente incisivi i ruoli di Willem Dafoe, Forrest Whitaker, ma soprattutto del cattivissimo Woody Harrelson, in grado di risultare terrificante anche con un lecca lecca tra i denti.

Immagine

Annunci

Un pensiero su “Out of the Furnace (regia: Scott Cooper_2013)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...