GERMANIA hate/love_2 parte: HATE

Dopo aver elencato gli aspetti che amo di Lipsia, nel post precedente, ecco in questa seconda parte quello che mi piace di meno di questa città.

 Cose che non amo di Lipsia:

 1. A Lipsia sei in Germania e dato che tu sei italiana, hai una visione idealizzata di questo paese, perché la Germania da sempre è Il Paese Dove Tutto Funziona. Quindi quando ti rendi conto che anche nel Paese Perfetto ci sono ambiti lavorativi dove il titolare dell’azienda tenta di evadere il fisco e fa di tutto per non farti firmare un contratto, tu ci rimani parecchio male e ti senti come se non ti fossi mai spostata da Capracotta. Anche se, in effetti, tu non hai mai vissuto a Capracotta.

 2. In Francia la “nonchalance” è quell’atteggiamento di elegante leggerezza dove una donna si mostra fluttuando tra i viali alberati e le rose di maggio indossando un simpatico cappellino preso al mercato a 5 euro e un foulard di Hermes del valore di 300 euro annodato ad una borsetta vintage rosa antico regalatale dalla nonna. In Italia la “noncuranza” è quello chignon annodato quasi per caso che lascia svolazzare i capelli a una donna mentre passeggia per borghi medievali di Siena, dondolando una borsetta bauletto di The Bridge avvolta in una sciarpetta di lana fatta in casa, mentre un elegante paio di orecchini Trifari brilla nella penombra…in Germania la “Gleichgultigkeit” è la donna di 45 anni dal capello nero, tagliato a carciofo, con frangia fucsia che si aggira sul tram in leggins leopardo giallo fosforescente, con borsetta fatta in Romania verde a bordi ruggine, che ti si avvicina sciabattando in Crocs di plastica facendoti esplodere entrambe le retine.

3. A Lipsia come in tutta la Germania si beve parecchia birra. Però non sempre, come molti credono. Diciamo che indicativamente l’orario preferito per un tedesco nel bere alcolici  sono le 9.00/10.00/11.00/12.00/13.00/14.00/15.00/16.00/17.00/18.00/19.00/20.00 per poi riprendere verso le 21.00/22.00/23.00. Oddio è pure vero che potrebbe anche essere possibile vedere qualcuno ciondolare con 2 birre per mano anche verso le 24.00/01.00/02.00/03.00/04.00/05.00/06.00. Ma è raro che a Lipsia si beva alle 7.00/8.00 quindi smettiamola di dire che in Germania siano alcool dipendenti, per cortesia. E’ ora di sradicare certi cliché!

4. In Germania hanno un concetto molto particolare del pranzo e della cena. Il tedesco medio è conscio che nello stomaco il cibo si mischia tutto insieme, quindi essendo un essere umano molto pratico pensa: perché non iniziare questo processo PRIMA della digestione? Quindi ecco il pranzo tedesco tipo: bistecca, gnocchi (come CONTORNO) spinaci, frutta, dolce, caffé (o cappuccino) digestivo tutto insieme, in un unico piatto. Perché sprecare tempo nel dividere tutto in stupide portate?

5. Il tedesco medio impazzirà se non riceve il cibo entro 45 decimi di secondo, ma dategli del prosciutto olandese e ditegli che è di Parma, fategli pagare una mozzarella di vacca come una di bufala e non dirà una parola, a differenza di un Italiano che si alzerebbe e raggiungerebbe il cuoco in cucina, per gonfiarlo come un panzerotto. Per il commensale sassone il prosciutto è prosciutto, la mozzarella è mozzarella so…alles gut!

6. In Germania mangiano pizza con il vitello tonnato sopra. L’Italia si è fatta superare da questa gente, rendiamoci conto.

7. Lipsia come Capri. Il piede tedesco non teme nulla, sputi secchi, cacche di cane, sassi, vetri rotti. Il piede tedesco – se ne ha voglia – gira NUDO per le strade della città, avanzando indomito tra macchie d’olio rapprese e se frega altamente di zecche o altre amenità. Il piede tedesco è sfrontato e nulla lo ferma.

8. Altro mito da sfatare: le strade tedesche. Non è vero che in Italia le strade delle nostre città sono le peggiori al mondo. Le peggiori sono ad Axampurulandesh in India e a Lipsia in Sassonia. La differenza è che in India si gira coi carretti trainati da animali da soma, mentre a Lipsia da qualche anno in effetti si usano le macchine, il problema è che le strade, in certi tratti, sono ancora quasi come mulattiere dei primi anni dell’800.

9. Il grosso problema a Lipsia, per una vissuta a Milano 10 anni abituata a cambiarsi d’abito tutti i giorni a seconda dell’umore, è trovare un negozio di scarpe decenti. Perché in Sassonia o spendi 300 euro per un paio di scarpe fatte a mano da 18 artigiani diversi nell’atelier di Marc Jacobs, o paghi 13 euro e ti butti disperata sulla decolletes di plastica fusa con tacco in sughero e tomaia in pvc, stampata a caldo in un piccolo laboratorio a Gdansk in Polonia.

10. A Lipsia non si sa mai dove buttare le bottiglie di vetro. Ogni 140 km sono disposti i timpani per il vetro verde, bianco, giallo, verde tendente al blu, viola con riflessi ramati, giallo con venature azzurre, porpora striato di marrone e così via. Morale…per levarsi di torno una bottiglia d’olio armatevi di blocchetto coi pantoni, solo così sarete davvero sicuri di non sbagliare.

11. A Lipsia trovare una camera in affitto ammobiliata è praticamente impossibile. Non ho ancora capito perché, ma i mobili vengono prelevati TUTTI dal tizio che c’era prima e anche per un mese se ti serve una stanza devi arredarti praticamente tutto da  sola. Per poi passare il mese dopo su Facebook a scrivere accorati appelli tipo: “Per cortesia aiutatemi! Vi regalo tutto, basta che vi venite a prendere il mio divano, il frigorifero nuovo e la libreria IKEA entro sabato!”

12. A Lipsia il clima non esiste, sistono I Climi. Parti alla mattina che tira vento ma c’è il sole, scendi le scale di casa e intanto senti scrosciare la pioggia, esci in strada che sta nevicando, prendi il tram e sale la nebbia, attraversi la strada sotto la grandine, arrivi a lavoro e puntualmente il sole è tornato. Le previsioni del tempo ovviamente non collimano mai: se leggi il meteo online dice che domani ci sarà il sole, se ascolti la radio invece domani cadrà la pioggia, mentre la tv mette ventoso. Personalmente mi consulto giornalmente col ginocchio del mio vicino di casa Hans, se gli fa male sarà pioggia sicura e vado di ombrello.

13. In Germania non esiste Vanity Fair. Pare non vendesse e abbia chiuso la redazione da qualche anno. Qui leggono solo un giornale che si chiama Brigitte. Poi una si chiede perché sta gente veste di m….

14. In Germania non è possibile vedere/ascoltare alcuni video su Youtube, perché la GEMA (che è la società per i diritti di produzione, un po’ come l’italica SIAE) lo proibisce. Sta cosa dei diritti musicali è abbastanza ridicola, visto che poi con Vimeo me li vedo tutti. L’ottusità riguardo a internet non è una malattia solo italiana. Non so se esserne felice o no. Per ora mi girano solo i maroni a elica.

15. In questa zona del mondo non sanno cosa siano le persiane e/o le tapparelle. Le finestre sono tutte aperte, quindi le alternative sono o farsi vedere in mutande dal dirimpettaio o munirsi di pesanti tende. Il problema è che le tende non riparano dal sole alla mattina quindi il tedesco medio è obbligato a svegliarsi col canto del gallo. Non è che i tedeschi lavorano tanto, è che gli si pianta il sole in mezzo agli occhi alle 6.00 del mattino!

16. Un altro falso mito da sfatare è la conoscenza dell’inglese. In Italia siamo convinti che in ogni angolo della Germania ogni tedesco disquisisca nella lingua di Shakespeare in grande scioltezza, forse a Francoforte o Berlino sarà così, ma a Lipsia se andate in un ufficio e chiedete: “Can we speak in english, please?” vedrete l’addetto lanciare occhiate di panico per tutto l’ufficio.

17. A Lipsia per andare a godersi un pomeriggio alle terme per fare un bagno turco o una sauna non è tollerabile usare il costume da bagno. La nudità è imposta come valore irrinunciabile e non pensate di scamparla arrotolandovi in vita il vostro asciugamano nel disperato tentativo di coprire le vostre pudenda, perché appena varcherete la soglia della sauna verrete sotterrati da sguardi di disapprovazione. Comunque non disperate, le molto più tolleranti TermeMilano sono solo a 686 km di distanza. Una bazzecola, se avete a disposizione un jet privato!

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