Lipsia città aperta.

Ieri sono stata alla prima manifestazione politica a Lipsia.

Ero curiosa di vedere come avrebbe fatto questa città a gestire l’incontro di due forze politiche contrapposte, un evento piuttosto inconsueto per qualsiasi comunità.

La prima dimostrazione politica era stata organizzata dal movimento nazionalista LEGIDA (Leipzig Gegen die Islamisierung des Abendlandes = Lipsia contro l’Islamizzazione degli stranieri) partito gemello di PEGIDA (Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes) nato a Dresda il 20 ottobre del 2014. Il movimento Pegida è nato da un’idea di Lutz Bachmann, il titolare di un’agenzia di pubbliche relazioni che si trova per l’appunto a Dresda. Il fatto che questo signore spacciasse droga, sia stato beccato dalla polizia a guidare ubriaco e abbia tentato di fuggire in Sud Africa per evitare il carcere (che poi lo ha comunque affettuosamente accolto per due anni) ci fa già capire il tipo di leadership di questo partito politico, che vede tra i suoi sostenitori sia hooligans tedeschi che semplici cittadini.

Gli hooligans tedeschi sono capitanati da Marco Prager, il capo ultrà di uno dei gruppi di tifosi piu’ grandi in Sassonia e vicini alla scena Neonazi.

La prima manifestazione di questo partito ha visto solo un manipolo di persone scendere in piazza, ma mese dopo mese vari altri partiti sono sorti sulla scia di questo: Legida a Lipsia, Fragida a Francoforte, Bogida a Bonn e Dagida a Darmstadt.

La benzina sul fuoco di questi partiti è la politica europea sull’immigrazione, per molti considerata inefficace.

Purtroppo la paura nei confronti della religione islamica è esplosa ancora più violenta in questi giorni, dopo il dramma di Parigi nella redazione del giornale satirico di Charlie Hebdo.

Ma la buona notizia è che – parallelamente a questi partiti nazionalisti – stanno sorgendo numerosi partiti avversari un pò in tutta la Germania e ovviamente anche a Lipsia.

Ieri sera le manifestazioni NO-Legida erano sparse per tutta la città e hanno coinvolto più di 30.000 persone.

E una di quelle 30.000 ero io.

La manifestazione Legida ha invece visto partecipare solo 5000 persone (alcune fonti sostengono anche meno).

La manifestazione in piazza che ho visto era in tipico stile sassone: molti sono venuti in bicicletta e si sono portati dietro il velocipede in mezzo alla folla fin sotto al palco, alcune mamme erano con la carrozzine e, con molta noncuranza, separavano ali di folla come Mosé le acque del Mar Rosso. Sul palco si sono alternati musica e discorsi di ringraziamento tra cui quello di un portavoce dell’Ambasciata francese che ha ringraziato commosso il pubblico per il calore e la vicinanza espressa del popolo tedesco, nei confronti del recente tragico lutto del suo paese.

Striscioni di benvenuto allo straniero sono stati esposti sia sul palco, sia alle finestre.

E non è finita qui.

Come segno di protesta contro la politica dell’intolleranza sono state spente le luci dei maggiori monumenti in città (uno tra tutti il Völkerschlachtdenkmal e anche quelle dello stadio Red Bull Arena e dell’Opera. Alcuni abitanti della zona hanno inoltre seguito l’invito diramato via Facebook di aprire le finestre e mettere ad alto volume “Ode an die Freunde” di Beethoven.

Passeggiare in città con una colonna sonora così poderosa non capita tutti i giorni.

Lunedì ci sarà un’altra manifestazione qui a Lipsia, giusto per sottolineare che la Germania ha il coraggio di dare un taglio netto  agli errori del passato.

danke le

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